Per la prima volta la paura non è un'idea ma una presenza che occupa ogni spazio. Le sigarette si consumano una dopo l'altra, il sonno si frantuma, e ciò che fino al giorno prima sembrava impensabile diventa all'improvviso possibile: essere innocente e non riuscire a dimostrarlo. Il carcere non è soltanto fatto di sbarre e di muri; è la scoperta che il mondo può smarrire la propria logica e trasformarsi in un labirinto senza uscita. Eppure, proprio quando ogni certezza vacilla, nasce un'altra forza. Se il dolore non può essere evitato, allora può essere attraversato. Così l'incubo si trasforma lentamente in una prova, e la disperazione in una ricerca di significato più grande della disgrazia stessa. Almeno finché la propria innocenza non verrà riconosciuta assieme all'ignominia della ingiusta detenzione subita.