Il principio responsabilità
💬 I - La mutata natura dell'agire umano
Ogni etica tradizionale – come guida immediata a compiere o meno certe azioni, oppure come determinazione di principî per tale guida, oppure come fondazione del dovere di ubbidire a tali principî – condivideva tacitamente le seguenti, tra loro correlate, premesse: 1) La condizione umana, definita dalla natura dell'uomo e dalla natura delle cose, è data una volta per tutte nei suoi tratti fondamentali. 2) Su questa base si può determinare senza difficoltà e avvedutamente il bene umano. 3) La portata dell'agire umano e quindi della responsabilità è strettamente circoscritta. Intento della seguente trattazione è mostrare che queste premesse non sono più valide e riflettere sul significato che ciò riveste per la nostra situazione morale.
Più precisamente, intendo affermare che in seguito a determinati sviluppi del nostro potere si è trasformata la natura dell'agire umano , e poiché l'etica ha a che fare con l'agire, ne deduco che il mutamento nella natura dell'agire umano esige anche un mutamento nell'etica. E questo non soltanto nel senso che nuovi oggetti dell'agire hanno ampliato materialmente l'ambito dei casi ai quali vanno applicate le regole vigenti del comportamento, ma in quello ben più radicale che la novità qualitativa di talune nostre azioni ha dischiuso una dimensione del tutto nuova di rilevanza etica che non era prevista in base ai punti di vista e ai canoni dell'etica tradizionale. I nuovi poteri che ho in mente sono naturalmente quelli della tecnica moderna. Di conseguenza il mio primo obiettivo è domandare in quale modo questa tecnica influisca sulla natura del nostro agire modificandola, in quale misura essa renda, sotto il suo dominio, l'agire diverso da ciò che è stato nel corso di tutti i tempi. Poiché l'uomo, attraverso tutte queste epoche, non è mai stato privo di tecnica, il mio interrogativo verte sulla differenza umana della tecnica moderna da ogni tecnica precedente. [...] # Altro
✦ Hans Jonas. Il principio responsabilità: un'etica per la civiltà tecnologica. Einaudi, 1990
Ogni etica nasce da un'idea dell'uomo e dei limiti entro cui il suo agire può esercitarsi. Finché tali limiti sembravano immutabili, bastava giudicare la bontà delle intenzioni e degli atti immediati. Ma quando la tecnica modifica la natura stessa del nostro potere, cambia anche l'orizzonte della responsabilità. Non si tratta più soltanto di applicare antichi principî a problemi nuovi: è l'immagine stessa dell'agire umano a essersi trasformata, reclamando un'etica capace di misurarsi con possibilità che nessuna epoca precedente aveva conosciuto.