Tutto procede magnificamente: scoregge transoceaniche, confessioni tossicologiche, teppisti ricondotti alla loro innocenza politica. Il milione e passa di affezionati ascoltatori può dunque continuare a dormire sonni tranquilli: la pedagogia nazionale è in mani salde. Poi, quando oramai nulla sembra poter turbare tanta serenità, ecco finalmente il pericolo vero: qualcuno, sullo schermo, fuma una sigaretta o beve vino. Qui non si scherza più. Le coscienze si destano, il senso di responsabilità torna a bussare, la tutela dei minori reclama il proprio tributo. Tutto il gruppo concorda. Del resto, il Tartuffe di Molière l'aveva già capito tanto tempo prima: «Le scandale du monde est ce qui fait l'offense, / Et ce n'est pas pécher que pécher en silence».