La luna è tramontata
💬 Alle dieci e quarantacinque tutto era finito. La città era occupata, i difensori abbattuti e la guerra finita. L'invasore s'era preparato per questa campagna con la stessa cura che per altre di maggior ampiezza. Quella mattina di domenica, il postino e la guardia municipale erano andati a pesca sulla barca del signor Corell, il popolare negoziante. Egli aveva imprestato loro la sua snella barca a vela per tutta la giornata. Il postino e la guardia municipale erano parecchie miglia al largo, quando videro il piccolo e nero trasporto carico di soldati, passar loro davanti silenziosamente. Come funzionari comunali, la cosa li riguardava direttamente, e i due volsero subito la prua verso terra, ma naturalmente il battaglione si era già impadronito della città quand'essi approdarono. La guardia e il postino non poterono neppure entrare nei loro uffici, nel Municipio, e quando insistettero sui loro diritti furono catturati come prigionieri di guerra e rinchiusi nelle carceri della città.
La guarnigione locale, composta di dodici uomini in tutto, era essa pure, in quella mattina domenicale, fuori della città, perché il signor Corell, il popolare negoziante, aveva offerto colazione, bersagli, cartucce e premi per una gara di tiro a segno che doveva aver luogo a sei miglia dalla città, sulle colline, in una deliziosa tenuta di proprietà del signor Corell. Le truppe locali, giovanottoni alti e dinoccolati, udirono gli aeroplani e videro in distanza i paracadute, e tornarono in città a passo di corsa. Quando arrivarono, l'invasore aveva già munito la strada con le mitragliatrici. I giovanottoni dinoccolati, ben poco esperti della guerra e per nulla della disfatta, aprirono il fuoco coi loro moschetti. Le mitragliatrici crepitarono per un istante e sei soldati divennero morti ammassi crivellati, e altri tre feriti ammassi crivellati, e tre soldati fuggirono nella città coi loro moschetti.
Alle dieci e trenta, la banda di ottoni dell'invasore suonava musiche graziose e sentimentali sulla piazza della città, mentre i cittadini, a bocca aperta e gli occhi sbalorditi, s'erano fermati ad ascoltare e a guardare gli uomini in elmetto grigio, che portavano fucili mitragliatori sotto il braccio.
Alle dieci e trentotto i sei corpi crivellati erano sepolti, i paracadute ripiegati e il battaglione accasermato nel magazzino del signor Corell, presso il molo, magazzino che aveva nei suoi scaffali coperte e brande per un battaglione.
Alle dieci e quarantacinque il vecchio sindaco, Orden, aveva ricevuto richiesta formale di concedere un'udienza al colonnello Lanser, degli invasori, udienza che fu fissata per le undici in punto nella villetta di cinque stanze del sindaco. [...]
✦ John Steinbeck. La luna è tramontata. Mondadori, 1957