Quando il dolore non trova rimedio e la disgrazia non offre spiegazioni, la magia restituisce almeno una causa, un colpevole, una possibilità d'intervento. Per questo sopravvive ai roghi, ai medici e alla ragione: non come residuo pittoresco di un culto antico, ma come linguaggio del bisogno, della paura e della speranza. Ai margini dei villaggi e della società, soprattutto nelle mani di donne cui il potere reale è negato, si concentra così un potere immaginato, capace insieme di curare e nuocere. La stregoneria dà un ordine all'incomprensibile: dove la vita appare cieca, promette ancora che qualcosa possa essere fatto.
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Fra Cinque e Settecento non cambia soltanto il modo di giudicare la stregoneria: cambiano i confini fra religione, giustizia, scienza e vita quotidiana. I quattro frammenti degli eminenti storici Pierre Goubert e Daniel Roche seguono proprio questo movimento, mostrando insieme rotture e permanenze.
Rileggi i quattro frammenti e i rispettivi commenti, scegli mentalmente la tua risposta e poi scopri la soluzione.
1. Nel racconto dell'esecuzione di Caen del 1760, perché il supplizio pubblico assume un significato che va oltre la semplice punizione del colpevole?
Risposta corretta: B
L'esecuzione è descritta come una vera cerimonia collettiva: il condannato confessa e prega, la folla risponde all'inno, i sacerdoti assistono, il boia compie la pena. Il crimine ha infranto insieme l'ordine di Dio e quello degli uomini, e la punizione pubblica pretende di restaurarli entrambi. Ma proprio nel 1760 quella liturgia comincia ormai ad apparire come il «funerale» di un sistema destinato a perdere il proprio fondamento soprannaturale. La risposta A coglie una funzione reale del supplizio, ma la riduce alla deterrenza; la C interpreta invece la violenza come semplice sopravvivenza della vendetta, mentre il testo insiste sulla sua precisa funzione religiosa, politica e simbolica.
2. Che rapporto esiste, sulla base del secondo frammento, fra la stregoneria dei villaggi e il satanismo costruito dai persecutori?
Risposta corretta: C
Il testo distingue continuamente fra realtà delle pratiche e costruzione del satanismo. Sortilegi, guarigioni, malefici, denunce e vendette appartengono alla vita delle comunità; manuali demonologici, interrogatori, torture e stereotipi del sabba li ricompongono invece entro una «vulgata della confessione» capace di trasformare fenomeni dispersi nella prova di una grande contro-religione. La risposta A sbaglia perché riduce tutto all'immaginario dei persecutori; la B compie l'errore opposto, immaginando una continuità pagana organica che il testo non sostiene.
3. Che cosa determina il progressivo spegnersi dei roghi nel corso del Seicento?
Risposta corretta: B
Il cambiamento non avviene in un solo momento né per una sola causa. Prima diminuiscono le conferme delle condanne e si rafforzano le garanzie dell'appello; poi cambia il quadro intellettuale entro cui vengono interpretati i fenomeni; infine i medici cominciano a parlare di malattia, frode, immaginazione e, più tardi, di malattia mentale. La risposta A immagina una conversione improvvisa che il testo esclude espressamente: il dubbio nasce mentre la realtà del satanismo è ancora largamente creduta. La C attribuisce ai medici una certezza che essi stessi non possiedono e dimentica che, inizialmente, operano addirittura come ausiliari della Chiesa.
4. Se persecuzioni e roghi declinano, perché magia e stregoneria continuano a sopravvivere nella società?
Risposta corretta: B
La stregoneria sopravvive perché conserva una funzione. Dove il dolore, la malattia o la malasorte rimangono senza spiegazione, essa restituisce una causalità: qualcuno ha voluto il male, qualcosa può ancora essere fatto, una fattura può essere sciolta con una contro-fattura. È anche per questo che il potere magico viene attribuito soprattutto a donne socialmente deboli ma depositarie di saperi legati al corpo, alla nascita, alla cura e alla morte. La risposta A è espressamente respinta dal testo, che invita a non cercare un nascosto culto pagano della fertilità; la C introduce invece un disegno politico che non compare nell'analisi: la persistenza della magia nasce dalle esigenze delle comunità stesse, non da una regia delle autorità.