Frammenti d'autore

Logica, teoria dell'indagine

💬 I - Il problema della materia logica

La teoria logica contemporanea è caratterizzata da un apparente paradosso. Vi regna generale accordo per ciò che concerne la sua materia prossima. A questo proposito nessun periodo mostra un più sicuro progresso. Ma per quanto riguarda invece il suo oggetto ultimo si hanno controversie che sembran ben lontane dall'essere finite. Materia prossima della logica è il campo delle relazioni fra proposizioni, quali affermazione-negazione, inclusione-esclusione, particolare-generale, ecc. Non v'è il minimo dubbio che relazioni espresse con parole quali è, non-è, se-allora, soltanto (nessuno fuorché), e, o, alcuni-tutti, appartengono all'àmbito della materia d'indagine della logica in un modo così inconfondibile da farne un campo specifico.

Quando per altro si domanda come e perché i rapporti designati con questi termini formino argomento della logica, i dissensi prendono il posto dei consensi. Rappresentano essi pure forme, fornite di esistenza autonoma, ovvero sono forme della materia trattata? E nella seconda alternativa, cos'è questa materia di cui quelle sono forme, e che succede quand'essa assume forma logica? Come e perché ciò avviene?

Questi problemi riguardano ciò che ho chiamato l'oggetto ultimo della logica, intorno al quale vertono soprattutto le dispute. L'incertezza a tale riguardo non impedisce che si possa compiere un buon lavoro nel campo della materia prossima, ma col progressivo sviluppo di quel campo si fa vieppiù pressante l'interrogativo circa ciò che lo circonda. Neppure in quell'àmbito più limitato si può dire che l'accordo sia completo. Al contrario, anche qui vi è conflitto di opinioni su molti argomenti importanti; ed è possibile (e, come vedremo in seguito, anche reale) che i dubbi e le diversità di vedute ivi sussistenti derivino di riflesso dallo stato fluttuante in cui si trovano le vedute circa l'oggetto ultimo della logica.

Per chiarire con esempi l'incertezza che regna a quest'ultimo proposito basti enumerare alcune delle diverse concezioni circa la natura della logica che attualmente tengono il campo l'una contro l'altra. Si dice, per esempio, che la logica è la scienza delle leggi necessarie del pensiero, e che è la teoria delle relazioni sistematiche, relazioni che sono completamente indipendenti dal pensiero. Vi sono almeno tre diverse vedute sulla natura di quest'ultime: esse vengono poste: 1) a costituire un regno di pure possibilità, puro significando l'indipendenza dalla realizzazione; 2) a rappresentare le ultime relazioni invarianti che formano l'ordine di natura; 3) a costituire la struttura razionale dell'universo. Nell'ultimo caso, pur indipendenti dal pensiero umano, esse sono assunte a rappresentare la struttura razionale dell'universo che è riprodotta in parte dalla ragione umana. V'è anche l'opinione che la logica riguardi quei processi d'illazione coi quali si consegue la conoscenza, specialmente la conoscenza scientifica.

Negli ultimi tempi, s'è fatta innanzi un'altra concezione circa la materia propria della logica: per essa la logica tratta della struttura formale del linguaggio come sistema di simboli. E persino fra i suoi fautori le opinioni sono divise: secondo una corrente, la logica è la teoria della trasformazione dell'espressioni linguistiche, prendendosi come criterio di trasformazione l'identità delle forme sintattiche. Per l'altra, invece, il sistema simbolico, che costituisce la materia della logica, è un'algebra universale del reale.

In alcuni casi, rispetto all'oggetto ultimo, la logica è un ramo della filosofia; di modo che le differenti opinioni circa tale oggetto non sono che espressione di differenti concezioni filosofiche generali, e a loro volta le conclusioni logiche s'impiegano a rincalzo delle filosofie che ne stanno alla base. Considerando poi che il filosofare è tenuto a soddisfare dei requisiti logici, tutto ciò dovrebbe suscitare almeno una certa curiosità; vien da pensare che non debba aversene un vantaggio per l'autonomia della logica. Anche ad una considerazione superficiale non sembra opportuno che la teoria logica debba essere determinata da realismo o idealismo filosofici, da razionalismo o empirismo, da dualismo o monismo, da una metafisica atomistica o organicistica. Eppure, persino quando i trattatisti di logica prescindono nell'esposizione dai loro presupposti filosofici, un'analisi accurata vi scopre una connessione. In certi casi le concezioni mutuate da uno od altro sistema filosofico vengono messe a fondamento della logica e addirittura della matematica.

Questo breve elenco di diverse concezioni è fornito a scopo puramente illustrativo. Esso non è esauriente, ma basta a giustificare un maggiore sforzo rivolto a trattare la materia prossima in termini di teoria dell'oggetto ultimo della logica. Nella situazione presente non ha senso il dire che la logica deve concernere questo o quest'altro argomento. Tali asserzioni non sono altro che realismo verbale, che attribuisce a una parola il magico potere di indicare e trascegliersi il campo della sua applicazione. Inoltre ogni affermazione che la logica è così e così, può venire avanzata, nell'attuale grado di sviluppo di tale disciplina, soltanto come ipotesi o indicazione di una posizione che deve essere sviluppata. [...] # Altro
✦ John Dewey. Logica, teoria dell'indagine I. Einaudi, 1974

La logica, in quanto teoria dell'indagine, può sviluppare con crescente rigore gli strumenti con cui verifica la validità delle proprie conclusioni, pur senza aver ancora chiarito fino in fondo quale ne sia l'oggetto ultimo. Ma proprio il progressivo affinarsi della sua materia prossima rende vieppiù urgente quell'interrogativo. Né tale ricerca dovrebbe essere risolta in anticipo da una filosofia già costituita: la logica conserva la propria autonomia soltanto finché rimane libera di esaminare criticamente anche i presupposti da cui muove, anziché limitarsi a confermare quelli che aveva già assunto come veri.

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