Frammenti d'autore

A Sud di nessun Nord

💬 Come può dirvi chiunque, non sono un tipo gradevole: non so nemmeno cosa vuol dire. Ho sempre ammirato i cattivi, i fuorilegge, i figli di puttana. Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita che fa schifo. Sono loro che mi interessano. Sono pieni di sorprese. Ho anche un debole per le donnacce, quelle che si ubriacano e bestemmiano, che hanno le calze molli e il trucco sbavato. Mi interessano di più i pervertiti che i santi. Mi rilasso con gli scoppiati perché anche io sono uno scoppiato. Non mi vanno le leggi, la morale, le religioni, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società. [...]
Charles Bukowski. A Sud di nessun Nord. Guanda, 1998

Non si sceglie il margine per ribellione, ma per riconoscimento. Ciò che è rotto, storto, eccessivo risuona perché porta le stesse crepe che ci attraversano. Il disordine non scandalizza: consola. La verità, spesso, abita proprio ciò che non si lascia aggiustare. Per questo gli uomini impeccabili sembrano lontani, quasi irraggiungibili, mentre chi ha i denti rotti, il cuore ammaccato o il trucco colato conserva ancora qualcosa di vivo. Non è migliore degli altri: è soltanto meno nascosto. Forse la sincerità comincia proprio nel momento in cui smettiamo di fingere di essere interi. Da allora non cerchiamo più i santi, ma gli esseri umani.